Sergio's profileSergio Nuzzo - Il mio la...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    11/11/2009

    Cosa vuol dire essere egoisti

    Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
    e fui contento perchè rubacchiavano.
    Poi vennero a prendere gli ebrei
    e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
    Poi vennero a prendere gli omosessuali
    e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
    Poi vennero a prendere i comunisti
    ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
    Un giorno vennero a prendere me
    e non c'era rimasto nessuno a protestare.

    (Bertold Brecht)
    8/27/2009

    Andiamo al Lucca Comics & Games!

    Ed ecco un nuovo progetto che prende corpo: i fumetti di Silvia fanno ridere, piacciono, iniziano a circolare in rete e, si sa, la corrente va sempre seguita!
    Così ci prepariamo ad andare a Lucca Comics! Ebbene si: Silvia è stata presa ed avrà uno stand tutto suo, dove venderà fumetti, t-shirt, portachiavi e quant'altro ci verrà in mente... o verrà consigliato dai suoi stessi fan!
    Insomma, tante idee e tante cose da fare! Se volete salire in barca con noi, sarete i benvenuti! Come fare? Intanto date un'occhiata ai fumetti su www.montonepecoragnello.it !
    8/18/2009

    Io su I love Sicilia

    Con un pò di ritardo, pubblico la scansione dell'articolo sul mio libro (Racconti, ed. Il Filo) apparso nel numero 43 (Maggio 2009) del mensile "I love Sicilia".
     

    7/16/2009

    Facciamo un gioco

    Oggi mi va di giocare. Giochiamo?
     
    Facciamo così... facciamo che io ero il papà e tu eri la mamma e avevamo un bimbo e lo mandavamo a scuola e siccome lui era bravo gli compravamo la PlayStation, la DS e il PC nuovo e tutti i giochi che voleva e poi, siccome era estate, partivamo e andavamo in un sacco di posti troppo belli: all'Eurodisney, in America, nelle isole tropicali a prenderci il sole. Poi, veniva Natale e ci facevamo un sacco di bei regali: io ti regalavo tutti gli orecchini e i fumetti che ti piacciono tanto, tu mi regalavi un televisore nuovo enormissimo e a nostro figlio gli regalavamo un cane e un gatto, che tanto avevamo la casa grandissima con il giardino, due bagni con l'idromassaggio, quattro stanze per tutti gli amici nostri e un sacco di belle cose.
     
    E i soldi per comprare tutte queste cose?
     
    Facciamo che lavoravamo, però che facevamo un lavoro che durava poco e si guadagnavano un sacco di soldi. Facciamo che però lo potevamo fare solo io e tu sennò poi lo facevano tutti! E noi decidevamo tutte cose e gli altri ci dovevano fare tanti regali e darci tanti soldi. Poi facciamo che quando stavamo male i medici più bravi ci curavano solo a noi senza farci aspettare e che se facevamo una cosa sbagliata davamo la colpa agli altri che tanto nessuno ci poteva dire niente perchè sennò lo chiudevamo in prigione o lo ammazzavamo. E poi facciamo che se voleva giocare pure il figlio dell'amica di mamma, quello che sta nella casa di fronte, non lo facevamo giocare e gli dicevamo che non poteva perchè puzzava e doveva stare a casa sua, così non dovevamo dividere niente con nessuno.
     
    Bello! Ma così poi non finisce che giochiamo solo noi? Gli altri poi si arrabbiano...
     
    E noi allora facciamo che se si arrabbiavano li ammazavamo e poi che non potevano parlare e scrivere e potevamo parlare solo noi, così pure che si arrabbiavano non potevano fare niente.
     
    Bello, bello: mi piace! Peccato che è solo un gioco...
     
    Già, però poi quando cresciamo e siamo grandi facciamo quello che vogliamo perchè i grandi fanno quello che vogliono e nessuno gli dice niente o se gli dicono qualcosa loro mica ascoltano che tanto nessuno li mette in punizione. Si, quando siamo grandi facciamo così!
    7/2/2009

    Questo, per me, non è palermitano

    Oggi, ore 15, sulla linea 327 AMAT (PA), il controllore si è macchiato del reato di ingiuria e istigazione alla violenza denigrando pesantemente un passeggero nero sprovvisto di ticket: concorde con la regolamentare multa, trovo osceni gli insulti gratuiti del controllore, considerando che quasi tutti i passeggeri astanti lo invitavano a smettere. CHIEDO ANCHE A CHI NON E' DI PALERMO DI DIFFONDERE!
     
    Questo controllore, per quanto mi riguarda, non è nè italiano nè palermitano: io gente così non la voglio nè nella mia città nè nel mio paese e quindi dico NO!
    5/17/2009

    Discussione su YouTube - Sarto per Signora

    Che dire... lo abbiamo messo in scena, ci abbiamo creduto... e abbiamo registrato per la prima volta il tutto esaurito.

    E ora? Si va in replica il 29 Maggio, ore 21:00, sempre al Teatro Tre (via Notarbartolo 52, Palermo). 

    YouTube - Sarto per Signora
      

    3/28/2009

    Senza Storia 2... il ritorno

    Senza Storia: una serie a puntate; episodi da 10 minuti; un protagonista che non si vede. Mai.
    Senza Storia è nato qualche anno fa e ha riscosso un discreto successo su YouTube, ma ora siamo cresciuti e l'esperimento iniziale si è tramutato in qualcos'altro. Un incrocio tra un videodiario e un reality, dove tutte le persone riprese hanno scelto d'esserlo preventivamente.
     
    Se vuoi partecipare, iscriviti all'Associazione Culturale Gianburrasca e dopo stà attento: potresti essere ripreso in qualunque momento!
    3/21/2009

    Anche se un pò in ritardo...

    Cos'è successo questo Carnevale...
     
    3/17/2009

    Il delirio universale

    In un periodo in cui tutto sembra andare alla deriva, viene da chiedersi se sia effettivamente così. Telegiornali che si susseguono nel racconto dell'ennesima disgrazia, fazioni politiche che sembrano avere perso definitivamente il senno e leggi che tutelano il disonesto a discapito del bravo cittadino.
    Il panico.
    Il panico rende deboli.
    La debolezza rende inermi.
    L'inerme è facilmente controllabile.
    Così, preso dall'angoscia di non poter mai divenire indipendente, creare una famiglia e ricevere la pensione, mi fermo. Penso. Penso che non riuscirò mai a rimuovere dal Parlamento tutti coloro che hanno la fedina penale sporca; penso che non potrò impedire ai mass media di trasmettere immondizia; penso che non ho alcun potere sulla messa in vendita dell'acqua... penso che sto pensando d'essere diventato inerme.
    Ma questo pensiero non mi piace.
    Oggi scelgo di passeggiare per strada e, quando qualcuno butta una cartaccia per terra, avvicinarmi con modi eleganti ed educati, raccoglierla e, porgendola a chi l'ha lasciata cadere, con un sorriso a 32 denti, dire: "Guardi, credo che le sia caduto questo... non vorrei che lo perdesse!"
    2/25/2009

    Al mio amico Povia

    Caro Povia. Come stai? Mi fa piacere vederti a Sanremo e, vista tutta la pubblicità che ti stai facendo, spero tu abbia risolto i tuoi problemi economici e che ora restituirai i soldi che avevi tenuto invece di donarli in beneficienza.
    Ti scrivo perchè ti ho seguito in tv (la tua canzone è musicalmente parlando davvero bella!) e volevo dirti, da amico, una cosa. Purtroppo, anche se tu hai dichiarato che l'intervista dove avevi detto d'essere gay era solo pubblicitaria, gli uomini con cui sei stato non ne hanno voluto sapere di starsene zitti e farsi i fatti loro... così si sono messi a dichiarare ovunque su Internet che è proprio vero che sei stato con uomini. Io ho chiesto loro di starsi zitti, ma voglio tranquillizzarti: comunque loro non dicono che sei gay, ma che sei una persona molto confusa e bla bla bla... poco male dunque!
    Ah, prima di salutarti volevo farti notare un'ultima cosa. Non ti preoccupare per Grillini (che era partito bene ma si è rovinato con l'ultima frase dalla platea) e nemmeno dei gay in generale (che tanto sono pacifici quindi non verranno a picchiarti sotto casa come invece avremmo fatto noi virili etero), però vedi di far sparire in qualche modo tutte le interviste dove dici che le donne valgono di meno degli uomini (è così, ma non bisogna dirglielo mai!) e pure quelle dove fai tutti quegli esempi di omosessuali che hanno avuto un'infanzia difficile... sicuramente non hai avuto il tempo di leggere quel libro che ti ho spedito appena due anni fa, quindi ti riassumo brevemente che è almeno da 10 anni che è dimostrato che si tratta solo di casi e che l'omosessualità è una cosa naturale. Infine, fai una cosa: per uscirne pulito, dì la verità, tanto sono in tanti nello spettacolo ad averlo già fatto e poi ti assicuro che tanti amici miei e tuoi lo hanno già ammesso, quindi non avere paura di essere estromesso dalla nostra gang di bulli... ti vorremo tutti bene e ti chiameremo per andare in giro a bastonare bagasce e negri anche se ammetti davanti a tutti che sei bisessuale, tanto tra di noi lo sanno già tutti.
    Ci vediamo dopodomani alla riunione del KKK. Ciao bello!
    Sergio.
    1/5/2009

    Su Internet c'è chi parla di me...

    Incredibile ma vero... è il caso di dirlo.
    Tornato a casa dalle vacanze natalizie apro la posta (quella cartacea!) e trovo una notizia a dir poco imprevista: il mio libro vende! Beh... non è un Best Seller, non sta spopolando in tutte le librerie ed è quasi sempre da ordinare, ma vende!
    Così, incuriosito dalla novità, mi sono chiesto "Chissà se qualcuno ha pubblicato online qualche recensione su di me..." ebbene... ecco cos'ho trovato:
    • Webster.it: Sette racconti; sette racconti brevi. Un rapido susseguirsi di eventi che non lasciano spazio a pause: sette differenti protagonisti con in comune un destino enigmatico, sopraffatto da sentimenti e passioni. Un drogato, un fantasma, un assassino, un suicida... piccoli uomini alle prese con dubbi enormi. Il giovane autore, sicuramente influenzato dalle esperienze giornalistiche, riesce a restituire immagini forti quanto essenziali, senza mai annoiare e riuscendo sempre a stupire. Un libro da 70 pagine sarebbe potuto costare qualcosa di meno, è vero, e un paio di errori di stampa danno fastidio alla lettura, ma a mio parere resta un libro imperdibile.
    • SoloLibri.net: Essenziale, rapido, discorsivo, rocambolesco e inaspettato. Di pagina in pagina Sergio Nuzzo sorprende per la forza delle emozioni che riesce a trasmette, grazie a personaggi in balia di tempeste d’emozioni e grazie a un’essenzialità di forma poco conosciuta tra gli odierni romanzieri. Il libro, che raccoglie sette dei primissimi racconti brevi ideati dal giovane autore, si lascia leggere in una piacevole mezz’ora, anche se non mancano finali a sorpresa che spingono a rileggere più volte lo stesso racconto. I temi trattati variano dalla tossicodipendenza all’amnesia, anche se è facile notare come in tutta la raccolta siano ricorrenti tre temi fondamentali: il Destino, la memoria e le passioni. Ogni protagonista vive un insolito rapporto coi propri ricordi e ogni protagonista si ritrova ad arrendersi ai propri sentimenti, i quali risultano troppo opprimenti per essere affrontati a mente libera, portando spesso a risoluzioni impreviste quanto sofferte. Più complicato il tema del Destino: l’autore oscilla tra l’idea di uomo libero, dotato di libero arbitrio, e quella diametralmente opposta che vuole ogni persona vittima d’un piano universale già scritto al quale è impossibile ribellarsi. Ogni voce espressa il “Racconti” è enigmatica, maledetta, presentata al lettore sul ciglio d’un baratro: un drogato che ha deciso di disintossicarsi; un uomo che perde la propria memoria; una donna che attende il proprio amore e un ragazzo che ne fugge. L’autore è elegante, scorrevole e non perde tempo in digressioni psicoanalitiche o lunghe descrizioni; eppure ogni personaggio si presenta chiaramente in ogni sua sfaccettatura, trasmettendo appieno le proprie paure, i propri sogni, e lasciando a chiunque la possibilità d’una immedesimazione piena.Il volumetto, in edizione tascabile, conta più o meno settanta pagine ed è edito dalla casa editrice Il Filo; nonostante il prezzo proibitivo (€ 13,00) è assolutamente da leggere.
    • Lo scrittore inesistente: La parabola di un uomo. Qual è quell’animale che all’alba cammina su quattro zampe, a mezzogiorno su due e al tramonto su tre?” chiedeva l’antica Sfinge, a sottolineare fin dall’antichità la curva percorsa dall’uomo nel cammino della sua vita: una giovinezza di sottomissione a genitori e insegnanti ma piena di forze e passioni; una maturità di compromessi; una libertà sociale e una schiavitù fisica nell’anzianità. Con sette racconti brevi, Sergio Nuzzo (giovane autore prestato alla narrativa dal giornalismo) pare voler scavare nell’analisi della parabola umana: spirali e intrecci di passioni e sentimenti, angosce e memorie. Una lotta incessante tra Destino e Libero Arbitrio, contornata da amori inevitabilmente burrascosi. Pagina dopo pagina il lettore viene violentemente scosso da colpi di scena imprevisti e finali rigorosamente a sorpresa; senza perdere tempo in lunghe descrizioni, l’autore accenna con rapide pennellate di parole i margini di volti, oggetti, paesaggi, lasciando il lettore libero di definire il disegno con le proprie esperienze, garantendo un’immedesimazione davvero suggestiva. Il prezzo è forse un po’ eccessivo (€ 13,00 per 72 pagine) ma in un periodo di crisi economica, una buona lettura può risultare un ottimo investimento.
    • IBS: Sette racconti pessimisti, rapidi quanto dolorosi. Sergio Nuzzo ammalia il lettore, andando dritto al nocciolo della storia, per poi ferirlo con turbamenti d'animo a volte inaspettati. Si parla di droga, d'amore, di memoria e del difficile rapporto umano con i sentimenti; i racconti non condividono nè temi nè personaggi, eppure si susseguono bene, presentando storie (quindi problematiche) molto attuali. I sette protagonisti vivono situazioni complesse e, arrendevoli di fronte agli ostacoli, reagiscono in modo inaspettato, deludendo spesso e positivamente le aspettative di chi legge. gli stili sono tanti: si passa dal diario al flusso di coscienza e il giovane scrittore dimostra di padroneggiare bene tutte le tecniche adottate. Un'interessante lettura, non indicata ai più giovani ma icuramente ispirazione di profonde riflessioni per i più grandi. Voto: 4 / 5
    • Balarm.it: "Sembra che i protagonisti di queste storie - aggiunge il professor Tomasino - si siano raccontati all’autore, che li racconta a sua volta. Questa tecnica mi ricorda l’Aleph di Jorge Luis Borges. Il grande scrittore argentino, attraverso i suoi racconti, infatti, indaga il mistero dell’esistenza dell’individuo. L’unico riscatto dall’incomprensibile, dall’oblio, è possibile solo nell’esperienza vitale di ciascuno."
    • ClaudioCherubino: "Fra tutti i racconti spicca sicuramente “Cambiare“, che è anche il più lungo ed articolato della serie, ma ognuna delle altre storie presenta delle caratteristiche, in taluni casi anche scelte stilistiche, che la rendono unica."

    Che dire... non posso che essere soddisfatto! tornerò ad aggiornare questo intervento ogn volta che pubblicheranno una nuova recensione!

    AGGIORNATO AL 23/06/2009 - INSERITA LA RECENSIONE DI CLAUDIO CHERUBINO

    12/19/2008

    Meglio giusti che buoni

    Quello che più infastidisce in una società dove la furbizia e la delinquenza la fanno da padrone è che il crimine paga. In un paese dove chi è colpevole di crack miliardari viene assolto o condannato a pagare una multa irrisoria rispetto alla cifra distrutta, in uno stato dove le lotte politiche sono soltanto la squallida facciata d'un tacito accordo al fine di rendere sempre più potente il potente, in un territorio che permette a un automobilista di postggiare in terza fila mentre multa una prsona ben parcheggiata perchè espone una scheda parcheggio scaduta da 5 minuti... in un paese del genere non vale la pena essere buoni: bisogna essere giusti.
    Giustizia significa "ordine dei rapporti umani"; onesto in un paese di disonesti è disordine, quindi ingiusto. All'interno di un paese dove le leggi permettono di corrompere un magistrato o uccidere restando impuniti, risulta fuori dala norma (quindi sbagliato) chi lotta contro il sistema.
    Se in un paese a governare è un mafioso, statistica vuole che quel mafioso sia "specchio" della maggioranza dei votanti, quindi il giusto rappresentante degli stessi... E chi non lo ha votato? E' la minoranza. Una minoranza dovrebbe sforzarsi d'integrarsi piuttosto che stare ad aspettare d'essere riconosciuta nella sua dignità dalla maggioranza, quindi sarebbe più giusto che, in un popolo di disonesti, anche l'onesto si pieghi al corso degli eventi.
    La disonestà, comunque, è un concetto effimero dato che l'approvazione da parte di un parlamento democratico di leggi "disoneste" rende determinate prassi, per definizione, oneste, pertanto l'onesto che rinuncerà a lottare contro le leggi non di suo gradimento e si applicherà per giovarne come la maggioranza, continuerà ad essere onesto.
    Maglio giusti che buoni.
    12/11/2008

    Silenzio

    Oggi Birba, la nostra gatta, è caduta dal balcone morendo. Nella tristezza dell'evento, che magari a qualcuno potrebbe sembrare eccessiva trattandosi "soltanto" di un animale domestico (che invece per noi era come una persona di famiglia), comunico che non ho voglia di parlarne con nessuno quindi, cortesemente, evitate l'argomento...
    Se poi qualcuno volesse fornire il suo conforto, evitate (ve lo chiedo davvero con serietà) di utilizzare luoghi comuni che prevedano la credenza in un dio, elemento che, almeno da oggi e chissà fino a quando, non ho e non voglio avere.
    Grazie, Sergio Nuzzo.
    10/22/2008

    Remember 5th of November

    Non permetterò l'occupazione delle università. L'occupazione di luoghi pubblici non è la dimostrazione dell'applicazione della libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti che vogliono studiare. Convocherò oggi il ministro degli Interni, e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell'ordine per evitare che questo possa succedere.                                                                                                                                                                                                                                                 

     

    Lo ha detto lui, il Cavaliere… Berlusconi… e se potete vi consiglio di ascoltarne la registrazione. Le stesse parole, lo stesso tono, lo stesso cipiglio di Mussolini, ve lo ricordate?

    Ora, che dite, questo lo fermiamo prima che ammazzi qualcuno o dobbiamo ancora una volta, da stolti, aspettare che muoiano persone prima di renderci conto di ciò che sta accadendo? Dobbiamo per forza fare ripetere la storia? Io non ci sto.

     

    Scusate se mi sono permesso di disturbarvi, ma sto perdendo la speranza… non me ne frega nulla di destra o di sinistra… qui vedo un futuro pericoloso e mi sento ai tempi della Congiura delle Polveri. Che facciamo? Io sto cercando di fare la mia parte: non chiedo di schierarsi, ma quantomeno di tenere tutti informati: Berlusconi ha detto questo, ed è innegabile. La gente lo sa che ormai la soluzione è divenuta inviare sempre e comunque l’esercito? Se vi va, pubblicate questo annuncio sul vostro blog… inoltratelo l’email… questo è il mio messaggio.

    9/20/2008

    L'ipocrisa non finisce

    E' tornato di moda. Ovviamente, dopo aver parlato per ore in tutti i mass media di tintarelle, abbronzanti, buco nell'ozono e il sempre caro terrorismo (che fornisce sempre tante soddisfazioni), bisogna trovare la nuova "notiziona".
    Già, perchè l'era dell'iformazione ha creato la "notiziona": qualcosa di cui nessuno sa realmente nulla ma che fa molto "in" e molto "fashion" se ne parli. Così tutti tornano a parlare per la salvaguardia degli animali. Finisce l'estate, si avvicina il Natale, siamo tutti più buoni e gli animali tornano a essere in voga. Il vip di turno, dopo sei domande sullo shopping piazza li un "per quest'anno voglio impegnarmi nella difesa degli animali"; l'imprenditore famoso, dopo aver parlato per mezz'ora di sè, intercala con un "se non difendiamo gli animali dove andremo a finire?"; mentre qualche opinionista scognito (magari figlio del GF) si fa riprendere in una discoteca, mentre beve, circondato da tre ragazze che invidiano alle conigliette di Play Boy solo il cervello, che declama i diritti che secondo lui mancano agli animali.
     
    Cosa c'è di più triste del fingersi interessati a un argomento di cui non se ne sa totalmente nulla pur di cavalcare l'onda del successo?
    Colleghi Addetti Stampa, che spesso curate l'immagine di queste persone ridicole perchè il nutuo bisogna pagarlo... avete tutto il mio affetto. Però, prima di consigliare loro di aprir bocca su temi tanto importanti, almeno assegnate loro quale compito a casa. Magari 200 pagine da leggere! Troppo? Allora quantomeno due siti da visitare: www.wwf.it e www.lav.it .
    9/12/2008

    Guarderò l'Isola dei Famosi

    Quest'anno la guardo: non me ne vglio perdere una puntata!
    Guardiamo tutti l'Isola dei Famosi!!! Perchè? Ma ovvio, no?
    No, non è un bel programma. Non ha alcun contenuto culturale. I famosi sono in realtà dei falliti scomparsi dalla tv. Simona Ventura, da quando si sente la reincarnazione di Dio in terra, è così insopportabile da poter fare venir voglia a Pannella di votare per Berlusconi. Gli inviati sono uno peggio dell'altro. Gli ospiti in studio sembrano burattini impagliati. La lite è all'ordine del giorno. La volgarità è tale che ho visto dei dizionari Garzanti allontanarsi furtivamente dagli studi Rai nottetempo.
     
    No: la vera motivazione è un'altra... C'E' FLAVIA VENTO!
     
    VI PREGO! VI SCONGIURO: NON ELIMINATELA! PER NESSUN MOTIVO! LASCIAMOLA A MORIRE SULL'ISOLA! DIVERTIAMOCI A VEDERLA SOFFRIRE PER IL NOSTRO PURO DILETTO!
    Una donna che non ha mai fatto niente di utile nella sua vita. Resa pseudofamosa da Teo Mammucari (che nella sua estrema intelligenza decise di chiuderla sotto un tavolo), ha poi militato tra questi mestieri: showgirl (dove ha dimostrato di non saper cantare nè ballare); attrice (risulta che i nastri delle fiction girate con la Vento siano stati distrutti per la troppa vergogna); ospite (è stata capace di far brutta figura anche a La Fabbrica del Sorriso, trasmissione benefica) e politica (qui una lode al merito: è riuscita a fare anche peggio dei politi 'reali'... bisogna davvero essere bravi!). Un'ignorantona che, al confronto, un totale analfabeta riesce a fare meno brutte figure... insomma, una buona a nulla!
     
    Per favore... in ginocchio sui ceci vi chiedo: aiutatemi a NON eliminarla! Facciala arrivare in finale e li, giusto per non darle nemmeno questa soddisfazione (sennò poi ce la dobbiamo sorbire come ospite ovunque per un anno intero) buttiamola fuori, ma NON PRIMA!
    Ma poi, pensate il danno a eliminarla subito: questa si passerebbe le serate seduta nel comodo studio della Ventura a prendere in giro i deficenti rimasti sull'isola... piuttosto lasciamola li e divertiamoci nella speranza che si metta a piangere e che chieda di lasciare l'isola... scommettiamo che dopo un mese al massimo finisce così?
    Questo è un appello serio: lasciamo Flavia Vento in Honduras!
    7/27/2008

    Sono in libreria

    Colpisce. Entri in libreria, nella libreria dove hai acquistato tante pagine di racconti, proprio quella dove hai incontrato persone come Stefano Benni, guardi distrattamente gli scaffali e, a un certo punto, noti una copertina un po' particolare. Lì su due piedi non ci fai subito caso, poi tutto diventa come in un sogno del dormiveglia, quando non capisci bene se stai dormendo o se è tutto vero. In preda a una leggera confusione chiedi a chi è accanto a te: "ma quello sono io?".
    Più o meno questa la sensazione provata nel vedere il mio libro esposto in bella mostra sugli scaffali delle librerie: un uomo con la camicia di forza in copertina; il mio nome (Sergio Nuzzo) proprio sotto al titolo.

    Un libro... Una raccolta di racconti brevi. Ho partecipato a un concorso, l'ho vinto, ho pubblicato il libro, l'ho presentato in una libreria a Roma, sono stato intervistato in radio e ora eccolo li: il mio libro in vendita. Cerchi su Internet e lo trovi; vai in giro e lo vedi; se non c'è puoi ordinarlo come qualsiasi altro libro... fa un po' impressione.

    Ora resta da vedere cosa accadrà quando le persone a me vicine lo acquisteranno, lo leggeranno e si ritroveranno tra quelle pagine...
    Se lo avete letto, grazie intanto per averlo acquistato... e poi ditemi che ne pensate. Grazie.
    7/10/2008

    A vita

    Per ogni lacrima versata,
    ogni piccola amarezza,
    per ogni stupida tristezza
    o tenera carezza.
    Per ogni semplice pensiero,
    ogni sentimento vero,
    per ogni dolce compromesso
    o inutile permesso.
     
    A vita io ti dirò
    che sei unica,
    che senza te
    la vita è apatica.
    A vita ricorderò
    che non ti merito,
    che è fortuna
    se stai con me.
    6/15/2008

    Ode a Peppe

    Oh Peppe,
    cotei che il nome
    vuol dire Peppe.
    Come farebbe il mondo
    senza Peppe?
    Chi non vorrebbe
    accanto al letto stare
    con un piccolo Peppe
    sul comò a dondolare.
    Perchè il Peppe è uno
    e come lui non c'è nessuno.
    Un pò diva, certo c'è
    ma la Silvia lo sa che
    sul Peppastro può contare
    anche se non lo sa fare.
    Oh Peppe, Peppe caro
    io così mica c'ero!
    Non è certo colpa mia
    se il cervello ho dato via.
    E' Lady Lecchin
    che porta a mala strada
    un'c'è nent'i fari:
    chi pratica u zoppu
    impara a zuppicari!
    6/4/2008

    Premi e concorsi

    Abbiamo vinto!
    Incredibile ma vero, al secondo concorso di cortometraggi al quale abbiamo partecipato siamo arrivati primi e settimi su un totale di 100 video... e la giuria tecnica potrebbe ancora asegnarci ulteriori premi!
    Grazie a tutti quelli che ci hanno votato: avete contribuito a rendere i nostri sogni un pò più reali.
     
    Detto questo, ora tocca a un racconto essere votato!
    Mentre attendo che il 14 Giugno mi intervistino alla radio per la recente pubblicazione della mia prima raccolta di racconti, un mio racconto breve è in concorso a un festival nazionale e, come sempre, serve il vostro aiuto per votarlo!
    La procedura è semplice: non dovete nemmeno registrarvi! Andate al link http://www.assoali.com/html/modules/PDlinks/singlefile.php?cid=2&lid=875 e, se il racconto vi piace, votatelo!
    In questo momento "Il secondo risveglio" (overo il mio racconto) è primo in classifica nella sezione Narrativa... aiutatemi a farcelo rimanere! E grazie in anticipo!