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19/12/2008 Meglio giusti che buoniQuello che più infastidisce in una società dove la furbizia e la delinquenza la fanno da padrone è che il crimine paga. In un paese dove chi è colpevole di crack miliardari viene assolto o condannato a pagare una multa irrisoria rispetto alla cifra distrutta, in uno stato dove le lotte politiche sono soltanto la squallida facciata d'un tacito accordo al fine di rendere sempre più potente il potente, in un territorio che permette a un automobilista di postggiare in terza fila mentre multa una prsona ben parcheggiata perchè espone una scheda parcheggio scaduta da 5 minuti... in un paese del genere non vale la pena essere buoni: bisogna essere giusti.
Giustizia significa "ordine dei rapporti umani"; onesto in un paese di disonesti è disordine, quindi ingiusto. All'interno di un paese dove le leggi permettono di corrompere un magistrato o uccidere restando impuniti, risulta fuori dala norma (quindi sbagliato) chi lotta contro il sistema.
Se in un paese a governare è un mafioso, statistica vuole che quel mafioso sia "specchio" della maggioranza dei votanti, quindi il giusto rappresentante degli stessi... E chi non lo ha votato? E' la minoranza. Una minoranza dovrebbe sforzarsi d'integrarsi piuttosto che stare ad aspettare d'essere riconosciuta nella sua dignità dalla maggioranza, quindi sarebbe più giusto che, in un popolo di disonesti, anche l'onesto si pieghi al corso degli eventi.
La disonestà, comunque, è un concetto effimero dato che l'approvazione da parte di un parlamento democratico di leggi "disoneste" rende determinate prassi, per definizione, oneste, pertanto l'onesto che rinuncerà a lottare contro le leggi non di suo gradimento e si applicherà per giovarne come la maggioranza, continuerà ad essere onesto.
Maglio giusti che buoni. 11/12/2008 SilenzioOggi Birba, la nostra gatta, è caduta dal balcone morendo. Nella tristezza dell'evento, che magari a qualcuno potrebbe sembrare eccessiva trattandosi "soltanto" di un animale domestico (che invece per noi era come una persona di famiglia), comunico che non ho voglia di parlarne con nessuno quindi, cortesemente, evitate l'argomento...
Se poi qualcuno volesse fornire il suo conforto, evitate (ve lo chiedo davvero con serietà) di utilizzare luoghi comuni che prevedano la credenza in un dio, elemento che, almeno da oggi e chissà fino a quando, non ho e non voglio avere.
Grazie, Sergio Nuzzo. |
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